Menu principale

Login

Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

LA TECNICA DELLA VISUALIZZAZIONE
(Testo liberamente tratto da "Visualizzazioni di guarigione" di G. Campioni)

Distensione immaginativa e rilassamento guidato

Da migliaia di anni la visualizzazione è una pratica conosciuta in molti Paesi come Tibet, India, Africa e utilizzata dagli Eschimesi e dai nativi Americani. Lo era anche in Occidente, basandosi su tecniche tratte dall’antico Egitto, ma in pratica dal 1650, data di apparizione delle medicina moderna, la visualizzazione fu abbandonata.
Il ruolo dell’immaginario fu nuovamente studiato da alcuni psicologi contemporanei di Freud, ma senza molta fortuna. Lo stesso Freud utilizzò la visualizzazione (metodo non analitico) su un ragazzo sofferente di tic nervosi risolvendogli il sintomo in un’unica seduta (vedi L’interpretazione dei sogni, del 1899). Karl Gustav Jung praticava una sorta di visualizzazione da lui chiamata “immaginazione attiva” e altri studiosi anche contemporanei, Robert Desoille, Hanscarl Leuner, Roberto Assagioli, Emile Coué svilupparono tecniche di autosuggestione e di “sogno guidato da svegli”. Attualmente numerosi medici e ricercatori fanno uso della visualizzazione come efficace pratica terapeutica, utile a ridestare e rafforzare le risorse intime della persona, riattivando i meccanismi propri dell’organismo di ripristino dello stato di salute.
Al giorno d’oggi si dà molta importanza al sintomo e alla malattia come se questi stati fossero la norma, e ciò produce un effetto deterrente sulla sicurezza generale, incutendo in ogni individuo un senso di paura e nei casi limite anche di dipendenza da farmaci e da indagini cliniche. Questi mezzi di analisi sono certamente utili per valutare gli squilibri biologici o la presenza di patologie, ma esistono delle tecniche, e la visualizzazione è una di queste, che permettono alla persona di riappropriarsi della propria salute a tutti i livelli e almeno in parte della propria interezza. Esistono centri e ambulatori in strutture sanitarie pubbliche presso cui si insegna e si pratica attivamente a livello clinico questa interessante tecnica.
Visualizzare vuol dire “vedere con gli occhi della mente” e non con quelli veri e propri. E’ una visione cosiddetta indotta, poichè si decide quali immagini proporre alla mente ma senza forzature. Quando siamo addormentati o tra lo stato di veglia e sonno affiorano più facilmente immagini mentali, presenti anche in altri momenti, ad esempio quando svolgiamo attività automatiche o quando siamo talmente presi da un lavoro da estraniarci da ciò che ci circonda, un po’ come succede agli artisti quando creano, mettendosi in connessione con dimensioni dell’inedito. Ciò dimostra che abbiamo grandi potenzialità nel settore della fantasia e spesso non ne facciamo uso. Nella visualizzazione si utilizzano sia la capacità immaginativa della mente di fa emergere immagini mentali spontanee, sia quella volitiva proponendo invece immagini scelte di volta in volta specificamente: entrambe le possibilità sono utili per ovviare all’inconveniente di cadere in una situazione di eccessiva artificiosità. Tutto deve essere il più possibile spontaneo, guidato non tanto dalla razionalità che impone di seguire una determinata strada quanto dall’istinto naturale verso un’armonia del nostro vero essere. Non è semplice ma è possibile mettendosi attentamente in ascolto del proprio cuore.
La visualizzazione “sfrutta” la fase cerebrale detta stato Alfa (), momento in cui l’attività del cervello  va da 8 a 14 cicli al secondo (misurazione elettroencefalografica delle onde cerebrali) ed è lo stato tra la veglia e il sonno che si manifesta durante la meditazione, la “sonnolenza”, i momenti di “noia” ed è una fase mediamente attiva. La prima è lo stato di veglia vigile, Beta, poi il Theta o stato di sonno e infine il Delta che è ad attività 3 cicli, quella del sonno profondo. Sotto i 3 cicli c’è lo stato di coma. Durante la fase Alfa siamo in grado di recepire dei messaggi e di imprimerli selezionandoli nella nostra mente per poi elaborarli attraverso la fase del sogno, durante il sonno. Naturalmente i messaggi parlano a “simboli” che sono i mezzi attraverso cui possiamo intuire i significati più profondi dell’esistenza e quindi di noi stessi, possiamo cioè spiegare molte esperienze vissute e capire quali sono stati gli errori commessi imparando da questi e vivendo con consapevolezza. Si dice sempre “crescere” e questa è la maturità dell’essere umano, la sua capacità di vivere con coscienza e pienezza. Ogni individuo apprende attraverso la “scuola” della Terra, quella del quotidiano e in questo contesto gli vengono istillate delle modalità di affrontare le cose, attraverso la paura ad esempio oppure la fiducia, ecc. Questo è possibile attraverso uno strumento unico e fondamentale, la consapevolezza personale, che nessuna mente artificiale possiede e che in quanto tale è guidata necessariamente dall’amore e dal rispetto dell’armonia della vita. Grazie alla consapevolezza, che può essere al tempo stesso costruita e utilizzata per mezzo della visualizzazione, possiamo essere perfettamente in grado di riconoscere e quindi evitare ogni manipolazione, ma soprattutto entrare dentro di noi e attivare quel circuito che ci porterà a guardare in faccia i nostri conflitti e a liberare i nostri desideri realizzandoli. E’ naturale che uno stesso evento vissuto da persone diverse produrrà effetti diversi, per cui si può affermare che ogni individuo ha una propria consapevolezza e una propria modalità per raggiungere certi traguardi. Così vi saranno tappe comuni perché simili sono le problematiche umane, ma senz’altro passaggi estremamente personali che riguardano il singolo.
La tecnica della visualizzazione si rifà ai concetti della medicina psicosomatica, che aiuta a dare una lettura dei disturbi della persona, ma non è certamente l’esclusiva traccia da seguire. Spesso è la persona stessa che consapevolmente decide di affrontare un problema che vuole chiarire a se stessa, altre volte è il terapeuta che propone una traccia da seguire. In generale il percorso di visualizzazione prevede un ciclo di alcune sedute che vengono stabilite in base alla necessità e alle richieste della persona. La seduta è composta da una parte iniziale di rilassamento guidato, una parte centrale di visualizzazione vera e propria, durante la quale vengono suggerite alla mente delle immagini a chiara valenza simbolica e infine una terza parte di risalita allo stato di coscienza ordinaria (uscita dallo stato di rilassamento profondo), lo stato in cui ci troviamo quando siamo svegli e attivi quotidianamente. E’ fondamentale che la persona sia consapevole e disponibile a guardare dentro se stessa, affinchè con il terapeuta si stabilisca un clima di fiducia, così da permettergli maggior lucidità e comprensione delle problematiche da trattare. E’ indispensabile avere pazienza poiché se il disturbo perdura da anni ci vorrà del tempo prima che si arrivi alla radice del problema, ma non è impossibile trovare soluzione perché ad ogni situazione c’è una risposta più o meno rapida che si attua soprattutto superando il sintomo fisico e offrendo le interpretazioni del vissuto da cui estrapolare i significati. Alla luce di questo la visualizzazione non dà formule magiche o prescrizioni, si limita a disegnare un percorso e a “proporlo alla mente” della persona, che ne trarrà il giusto significato per riarmonizzare la propria dualità anima-corpo. Lo scopo non irraggiungibile è quello di portarci verso l’amore e la fiducia in noi stessi e nella vita, di migliorare dentro e di imparare a dialogare con una parte tanto importante e creativa di noi stessi.
E’ importante sottolineare che pur avendo tratti simili la visualizzazione non va confusa con l’ipnosi, che è invece un procedimento a dinamica più complessa e articolata e che viene svolto in uno stato di sonno molto più profondo.
Ogni individuo è portatore di un corpo, di una mente e di un’anima: quest’ultima è la nostra guida che sa perfettamente dove andare, soltanto che il corpo spesso prende strade alternative. L’anima che non è la psiche ma lo spirito ha sempre in mente il suo progetto in armonia con l’Universo e manda continuamente segnali specifici al corpo, attraverso la mente (psiche). Purtroppo molto spesso questi messaggi vengono ignorati o meglio elaborati dal nostro libero arbitrio psichico, cioè dal nostro io-persona e l’Anima non viene ascoltata. Si creano allora conflitti profondi, rotture dell’equilibrio, difficoltà che la nostra personalità vive male poiché non è strutturata come l’io-Anima a sopportarli e a superarli con i giusti metodi. Per uscire da un simile disagio è opportuno prendere la decisione di riacquisire contatto con l’Anima e lasciare che essa guidi la nostra “barca”, liberandoci pian piano dagli schemi mentali e prendendo coscienza che tutto ciò che ci è dato da vivere è in funzione dell’apprendimento e dell’esperienza e non è accanimento del destino o colpe da espiare.
La visualizzazione vera e propria consiste nel vivere una realtà “virtuale”. La mente recepisce ugualmente una situazione vissuta in modo virtuale e una vissuta in modo fisico. Entrambe sono per essa “reali” a tutti gli effetti, ed entrambe possono attivare in essa gli abituali meccanismi, per esempio depositandosi nella memoria sotto forma di “programmazioni”, di abitudini o di modelli; anzi quelle vissute virtualmente sono spesso più potenti perché più cariche emotivamente. Il meccanismo è un po’ come quello dei sogni ed è assolutamente naturale, l’obiettivo è di imparare ad utilizzarlo a nostro vantaggio, secondo i nostri piani, consapevolmente ma senza imposizioni mettendo in atto una volontà di cuore che non blocchi o alteri l’uscita del nostro io più vero e spontaneo. Una visualizzazione può essere incentrata sul sintomo ma così facendo si rischia di eliminare il disturbo senza mettersi in discussione sul motivo dell’insorgenza del problema. Dunque si tratterà di guardare il malessere che ci colpisce e non fermarsi alla superficie ma capire che cosa ci ha portato a tale sofferenza. Questo significa affrontare e accettare la lezione che la vita ci mette davanti in modo da promuovere l’autoguarigione del corpo e ripristinare il benessere psico-fisico.

Recommend this page to a friend! Prepare to print

Foto random

gabbiano
nationalgeographic5.jpg
GUARIRESESTESSI

Cerca nel Sito