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LA DISCIPLINA YOGA

 

yoga

Lo yoga è un'antica disciplina, un'arte millenaria basata su un sistema armonico di sviluppo del corpo, della mente e dello spirito di un ogni essere umano. La parola Yoga, letteralmente, significa "unione" e deriva dalla radice Sanscrita "yuj", il cui significato indica l'unione fisica e spirituale di entità opposte. Corpo e mente, immobilità e movimento, maschile e femminile, sole e luna, sono questi alcuni degli opposti che la pratica dello Yoga è in grado di riunire, allo scopo ultimo di portare riconciliazione ed equilibrio tra essi. Di conseguenza ogni essere umano, praticando lo Yoga, contribuisce a questo equilibrio cosmico grazie al raggiungimento di un proprio stato armonico con l’ambiente circostante e un conseguente senso di pace e benessere interiori.  E’ la più antica pratica di sviluppo personale dell’individuo all’interno del mondo che lo circonda, relativa al corpo, alla mente e allo spirito.
Lo Yoga è nato in India circa 5000 anni fa e si è diffuso, soprattutto nel corso del secolo scorso, in tutto il mondo grazie all'attività di alcuni importanti maestri, gli antichi Jogi, basata su una profonda consapevolezza della natura essenziale dell’uomo e delle sue necessità per vivere in armonia con se stesso e con l’universo attorno a lui. Nel corso di tutto il Novecento, essi si occuparono di promuovere la loro pratica filosofica nel mondo, aprendo scuole, tenendo conferenze e seminari e contribuendo alla diffusione di questa disciplina e del suo pensiero in tutte le regioni del pianeta. Pratica che, senza mostrare segni di cedimento o di usura, prosegue ininterrottamente ancora oggi.

L’essenza dello yoga è l’esplorazione dei sensi. Coltivarli, ascoltarli, mantenerli dentro noi arricchisce il valore della vita. Chiunque abbia mai praticato anche solo un’ora, può affermare che dopo l’esperienza “ci si sente meglio”. Questa generica definizione rimanda a una migliore capacità propriocettiva dei sensi. I suoni, gli odori, lo sguardo, il respiro, la memoria, hanno tutto un altro sapore. Lo yoga può fare ancora di più, può invogliare a esplorare anche sensibilità non direttamente connesse agli organi, l’intuito, il sogno, il sistema nervoso simpatico e far diventare vero e semplice il nostro vivere. 

Storia della disciplina Yoga Periodo vedico

Il termine Yoga comparve verso il 1500 a.C., nello stesso periodo in cui iniziò il declino della civiltà Harappa. Yoga preclassicoPoco più di un nome e di una disciplina in erba nei Veda, lo yoga ha avuto un ruolo molto più importante nelle Upanishad, le sacre rivelazioni dell'induismo antico.  Yoga classicoIl più famoso fautore della visione del mondo Samkhya fu un enigmatico scrittore e filosofo conosciuto con il nome di Patanjali. L'era post classica dello yogaLo Yoga Sutra di Patanjali definì la pratica yoga agli inizi del primo millennio e il suo cammino a otto fasi divenne un aspetto centrale dei sistemi yoga che seguirono.  Yoga modernoCome fece lo yoga a diventare la disciplina delle flessioni, dell'allungamento e delle torsioni che vediamo oggi nelle palestre e nei centri di tutto il mondo? Come ha fatto il canone yoga a passare da poco più di cento posizioni, la maggior parte delle quali sono variazioni sulla posizione del Loto (Padmasana), a più di mille, e come è arrivato a comprendere i capovolgimenti, le flessioni all'indietro, le bilance per le braccia e le torsioni, i cui nomi rimandano ad animali, dei ed innumerevoli forme? Come il bisogno degli antichi yogi di rafforzare e purificare il loro corpo si tradusse nell'odierna ossessione di avere addominali piatti, bicipiti tonici e l'abbigliamento sportivo più alla moda?

Paradossalmente, tre indiani swami, all'inizio del XX secolo, alimentarono senza volerlo questa fissazione per la prestanza fisica studiando ed ampliando il repertorio dell'hatha yoga e presentandolo non solo agli uomini non iniziati, ma anche alle donne. Swami Kuvalayananda si concentrò soprattutto sui benefici effetti dello yogo sulla salute, Swami Sivananda a Rishikesh e T. Krishnamacharya di Mysore si concentrarono sullo sviluppo di un più ampio e vario sistema di asana e tecniche pranayama. La maggior parte degli studiosi concordano nel dire che l'hatha yoga che gli occidentali praticano oggi si è sviluppato dal lavoro di questi personaggi.

I nadi 

nadiyoga

Le torsioni aiutano a rimettere in forma la colonna vertebrale (dopo flessioni in avanti e all'indietro) e a farle ritrovare un nuovo equilibrio. Ecco perchè sono una parte indispensabile della pratica dello Yoga; la colonna vertebrale è infatti l'asse centrale del quale bilanciamo il nostro corpo da sinistra a destra e da davanti a dietro.La colonna vertebrale è, a livello dei corpo sottile, il canale principale attraverso il quale equilibrare energia. E proprio come le torsioni apportano equilibrio a livello fisico e muscolare, così il pranayama dona equilibrio a livello energetico. Per capire come ciò avvenga osserviamo più da vicino la struttura dell'energia. Secondo gli Yogi, il nostro corpo è solcato da migliaia di canali chiamati Nadi. Le Nadi vengono a costituire il sistema circolatorio sottile: proprio come le vene e le arterie portano in circolo il nostro sangue, così le Nadi trasportano l'energia vitale, cioè il Prana. Tre Nadi si distinguono dalle altre per la loro importanza: Ida, Pingala e Sushumna. Alcune scuole di Yoga ritengono che queste tre nadi trovino la loro origine nel chakra di muladhara , o chakra della radice, un centro di energia situato alla base della colonna vertebrale. Sushmna è il centro attorno al quale si organizza l'intero sistema energetico e si trova proprio lungo la colonna vertebrale. Ida e Pingala, invece, vengono a formare una doppia elica che risale attorno a Sushumna come fosse una scala a chiocciola. Pingala termina nella narice destra e Ida in quella sinistra. Pingala e Ida rappresentano rispettivamente l'energia che riscalda e quella che che raffredda il corpo e sono spesso simboleggiate dal sole e dalla luna, da divinità maschili e femminili, o fiumi sacri.Viene spontaneo perciò considerarle come apposti, invece sono elementi inscindibili, impegnati nel perpetuo scambio di energia che è la danza della vita. Spesso, però, queste due nadi non riescono a "danzare" a tempo e inciampano l'una sull'altra. Così, un minuto sentiamo caldo e un minuto dopo freddo, e non riusciamo a trovare l'equilibrio tra questi due estremi.Per fortuna lo Yoga ci fornisce gli strumenti adatti per accordare i nostri "balli" sulle note di Sushumna, La nostra energia passa allora a uno stato che gli Yogi definiscono Samatva (l'equanimità di chi rimane imperturbabile di fronte a opposte esperienze). Una condizione di equilibrio, pace e profonda consapevolezza di sé. (Tratto da Yogajournal.it)

 

 I CHAKRA 

CHAKRA DELLA RADICE 

Centro della Kundalini. Connesso con gli istinti primari. Il centro dell'energia fisica e della vitalità, l'energia per farcela sul lavoro o nei possedimenti materiali. Gestisce le energie atte a rifornire le parti dure del corpo, ed interscambia con la terra e con tutto ciò che è materia. È la Vita, la nascita, l'appartenenza al mondo fisico, l'azione, la volontà, l'apprendimento e tutto ciò che è Energia sia distruttiva che costruttiva. Gestisce Sesso (se squilibrato, diviene possesso), Azione (se squilibrato, diviene incapacità), Volontà (se squilibrato, diviene pigrizia). Centro delle manifestazioni. Riceve la propria struttura elementare dal nucleo famigliare: in base ad essa il soggetto prenderà le proprie decisioni riguardo ai propri diritti e alla propria volontà di sopravvivenza. In questa sede sono anche registrate le primissime esperienze dell'individuo, che danno luogo a fenomeni di consapevolezza o di rimozione dei sentimenti primitivi. Quando le energie o le vibrazioni dei chakra di due persone si mischiano, accade che la luce di un chakra influenza quella del chakra dell'altro: queste onde di luce si miscelano così da creare diverse figure, che saranno tanto più belle quanto maggiore sarà l'amore fra queste due persone.

Chi non Libera il primo chakra, sostituisce il Voglio con il Devo e si ritrova a non avere più il tempo da dedicare a se stesso perchè quello che deve fare (per gli altri) non lascia spazio, e la paura lascia fare perchè solo così può controllare l'ambiente circostante. Il controllo è la vera malattia del secolo perchè la maggior parte della popolazione è bloccata al primo chakra.

2°: CHAKRA SPLENICO      

È il centro dei sentimenti, dell'amichevolezza, della creatività, della sessualità, delle emozioni e dell'intuito "a livello di stomaco". È influenzato dal modo in cui le emozioni sono state espresse o represse durante l'infanzia. È connesso all'intestino e agli organi addominali. È il centro sessuale per le donne, collegato alle ovaie e dunque ai figli. Quando due persone fanno l'amore, le luci dei loro chakra sessuali si mischiano e le luci creano figure la cui bellezza, anche in questo caso, dipende dall'amore che c'è fra le due persone. Due che si Amano veramente, creano un'aura fantastica attorno a sè quando fanno l'amore - che può essere paragonata a una foresta di alberi da fiaba, i cui fiori e foglie creano un arco sopra gli amanti, le cui vibrazioni sono così forti da bruciare un sacco di karma negativo. In altre parole, semplicemente amando un'altra persona e dimostrandolo facendo del sesso che faccia godere e soddisfi entrambi, è possibile svilupparsi molto e pertanto evolvere anche spiritualmente. È una delle porte principali dal micro al macrocosmo: il desiderio attivandosi costringe il primo chakra a fornire Volontà e al terzo chiede la Forza (giallo). Desiderio e Piacere sono le pulsioni che questo chakra produce per farci andare verso il mondo, per stimolarci al movimento, a costruire/scoprire quella parte di noi ancora latente attraverso il mondo che ci circonda. Opera anche su sensualità e seduzione, al fine di renderci piacevoli al mondo e viceversa.

Chiudere questa porta significa reprimersi, privarsi del gusto di vivere, di manifestarsi:la Paura ha in questo chakra un suo caposaldo, infatti paralizza e così come chi è fermo si pretende che tutto e tutti siano sotto controllo. L'elemento peggiore è il possesso del tempo: qui nascono tutte le preoccupazioni del futuro. Qui muore l'Io Voglio e nasce l'Io Devo. Occuparsi di quello che gli altri vogliono per non perderne il controllo. Qui si perde il Presente, l'Attimo, e sempre qui il Poi regna assoluto.

3°: CHAKRA DEL PLESSO SOLARE     

Centro del potere personale. Quando il plesso solare è aperto, hai trovato il tuo dono unico, il lavoro che ti dà piacere e soddisfazione. (Un metodo per trovare il tuo dono consiste nel ripensare a cosa ti piaceva di più fare quand'eri piccolo: ciò ti fornirà degli indizi circa le tue predisposizioni naturali.) Nelle arti marziali si insegna a tirare i colpi col Plesso Solare, poichè il terzo chakra è considerato il centro del Chi, la forza vitale (conosciuta anche come Reiki). Funziona da deposito dei giudizi, delle opinioni e delle convinzioni su di sè e sul mondo. È il luogo dei processi decisionali. È anche il centro dei rapporti sociali. Ha il potere di vivere ciò che conosce, di fare esperienza e misurarsi con essa, al fine di tramutare il vissuto in nuova conoscenza.

Nutre dal basso il 4° e se manca il coraggio di sperimentare la Vita, di affrontare le proprie insicurezze, di lasciare il passato conosciuto per andare verso il futuro da scoprire, allora il Cuore si riempirà costantemente di Paura - una paura forte, difficile da combattere: la paura che porta l'anima verso il buio. Quando due persone stanno litigando, le luci dei loro chakra del plesso solare divengono scura, e il modo che hanno di mischiarsi è caratterizzato dalla negatività. Si possono osservare forme differenti. Quanto più scura è la luce, tanto più odio c'è fra i due - e quando diventa sufficientemente scuro, diviene nero, e può avvenire un blocco del centro del plesso solare in uno o entrambi i contendenti.

4°: CHAKRA DEL CUORE     

Il Cuore è considerato fin dall'alba dei tempi il centro el corpo umano, la sede dell'energia divina. Alla nascita il muscolo cardiaco è verde (indizio della capacità e dell'energia di tipo lenitivo innate nell'essere umano), poi nel corso dell'adolescenza diventerebbe rosa, infine il cuore di un adulto dovrebbe assumere la colorazione dorata (propria dell'amore universale). Il chakra del cuore è il centro della compassione: quando il cuore è aperto, trascendi i limiti della tua gente, delle piante, degli animali, di tutta quanta la vita. È il centro umanitario che ti spinge a interessarti di cause sociali, come salvare le balene e il pianeta Terra.

È la Porta tra il Mondo Invisibile e quello visibile, il varco dal quale entrano ed escono le energie Emozionali.È il Regno dell’Amore Puro ma anche della Paura più buia. È un Chakra poco adoperato: le Preghiere, i Sentimenti, i Legami che oggi l’uomo costruisce sono più Mentali. (Anche il Dio in cui si crede è più un Dio Mentale, che un Dio D’Amore.) Con questo chakra si smette di essere animale e si diventa Essere Umano.

5°: CHAKRA DELLA GOLA     

Importante per l'espressione e per la protezione personali, per esprimere idee, sentimenti, desideri, osservazioni, suono, vibrazione, comunicazione, creatività, telepatia, ispirazione. La sua parte frontale è nota come "sede delle responsabilità", poichè attraverso di essa si accolgono o si scartano le opzioni offerteci dalla vita. E’ il Centro della Comunicazione (e noi siamo nell'era della comunicazione): gestisce le Energie che dal pensiero si materializzano attraverso il linguaggio verbale, comportamentale, espressivo e somatico (somatizza gli squilibri comunicativi, ad es. i "va bene" detti con sototmissione, o i "vaffan...." non detti). Gestisce lo scambio di informazioni tra il dentro e il fuori e viceversa. È il punto eterico da cui defluiscono all'esterno le energie del Terzo Raggio. Questo è il centro per comunicare: quando è aperto, proverai un forte desiderio di parlare di ciò che stai sperimentando. Quando lo farai, alcuni dei tuoi vecchi amici se ne andranno, ma i tuoi veri amici saranno sempre lì per te, così lascia andare quelli che non si sentono a loro agio col "nuovo te" emergente: scoprirai che ci sono molti nuovi meravigliosi amici che verranno magneticamente attratti a te mano a mano che la tua stessa energia si trasforma.

Quando due persone uniscono le energie dei loro chakra della gola, senza il desiderio di dominarsi l'un l'altro, appare un bellissimo colore blu, e all'interno di questo colore appaiono simboli di forza e solidarietà - come ad esempio una bellissima spada che protegge i due dalle forze oscure. Possono anche apparire immagini divertenti, come fate che ridono, poichè quando non vi è alcuna manifestazione di potere oscuro nel contatto con il chakra di un'altra persona, vi è umorismo.     L'umorismo è una delle più importanti qualità divine, poichè esso può (entro certi limiti) proteggerti da quel tipo di oscurità che tenta di ottenere potere tramite il contatto coi chakra della gola umani. Pertanto una battuta quando la conversazione si fa spiacevole è un'ottima idea: è quel che s'intende, dicendo che l'umorismo è disarmante.

6°: CHAKRA DEL TERZO-OCCHIO     

È il centro visivo interno ed esterno dell'essere umano. Centro della Coscienza Cristica. È il centro dei poteri psichici e dell'intuizione superiore, attraverso il quale si può ricevere una guida, channeling, e la capacità di sintonizzarti con il sè superiore. È il centro che consente di sperimentare telepatia, viaggio astrale e vite precedenti. Permette il contatto con il mondo invisibile e i segreti smetteranno di essere tali. Opera dall’interno attraverso gli stimoli finalizzati al Sapere, alla Ricerca del Sè, alla percezione del Mistero e a tutto quanto porti l’Uomo a sviluppare Sè Stesso in nuove dimensioni.

È la porta tra il buio e la Luce intesa come perdere o trovare se stessi.

7°: CHAKRA DELLA CORONA    

È il centro della divinità umana. Regola molte funzioni corporee ed extracorporee. Centro psichico del sapere superiore, riceve le energie spirituali indispensabili per attivare lo scopo personale. Connessione col Divino, spiriti-guida, sorgente di Energia Spirituale. Chakra dell’Individualità, l’Uomo-Dio. Opera nel nostro quotidiano facendo sì che ogni nostro pensiero diventi realtà attraverso gli eventi, le coincidenze, gli incontri e le opportunità.

È l’unico che non si blocca ma si sviluppa in relazione alla crescita Spirituale dell’Individuo. Ma se non si sviluppa, trasforma l'ignoranza in testardaggine o peggio in ottusità.

 

 

MEDITAZIONE NEI RUMORI - Effetti sonori

    di Richard Mahler (tratto da YogaJournal Aprile 2011)

Il mondo è pieno di rumori. Molti di noi ne sono assuefatti e ne subiscono danni inconsapevolmente, altri invece hanno sviluppato un’ipersensibilità e ne sono infastiditi. Purtroppo non sempre è possibile isolarsi dal rumore, ecco allora come rendere positivo ciò che non lo è, ovvero come utilizzare i rumori quotidiani nella pratica meditativa.

Udito neutro

Quando si ricerca una profonda concentrazione, è bene lasciare che i suoni sgradevoli assumano una valenza simile a quello del respiro, delle emozioni, del pensiero e delle sensazioni corporee. Questo esercizio di concentrazione volontaria mette alla prova la nostra tendenza alla distrazione. La difficoltà consiste nel fatto che, malgrado la nostra intenzione a focalizzare e mantenere la concentrazione su un punto, la mente continua a seguire i suoi schemi abituali e a perdersi nella sua attività. Lasciando che i suoni fluiscano liberi attraverso la nostra consapevolezza, senza essere coinvolti in analisi, giudizi e preferenze, possiamo allenarci a mantenere la calma, nonostante tutti gli stimoli che normalmente potrebbero innervosirci, distrarci o disturbarci.

Sintonizzarsi

Il primo passo verso l’utilizzo intelligente del suono consiste nel concentrarsi su ciò che si sente. Così, come si focalizza la consapevolezza sulla respirazione nella meditazione, allo stesso modo si fa attenzione a tutto ciò che giunge alle orecchie, cercando di cogliere quei suoni che generalmente ci sfuggono. Man mano che si rallentano i pensieri per ascoltare, ciascun orecchio diventa una specie di antenna, pronta a raccogliere impressioni vicine e lontane. E si arriva a notare che ogni luogo ha la sua “firma sonora”, unica come un’impronta digitale.

Decifrare i rumori

Quotidianamente siamo in presenza di vari suoni: il ronzio del frigorifero, il rombo delle auto, il ticchettio di un orologio, etc. L’attenzione vigile consente di “trasformare” in meditazione questi rumori. Per sperimentarlo, scegli un momento della giornata in cui sei a casa e non rischi di essere interrotto per almeno 20 minuti, quindi assumi una comoda posizione da seduto. Per prima cosa, concentra la tua consapevolezza sul respiro. Dopo qualche minuto, sposta l’attenzione sull’udito. Resistendo al desiderio di farti coinvolgere dai suoni che ti circondano, limitati ad analizzarli. Nota come alcuni rumori nascono e scompaiono rapidamente o si sentono una sola volta, mentre altri sono costanti e ricorrenti. Osserva le diverse qualità di ciascun suono e come si manifesta in te il desiderio di associarli a immagini mentali o emozioni. Mentre ti sintonizzi, coltiva uno stato di consapevolezza distaccata e indifferente, che consenta all’insieme di suoni che ti circonda di penetrare senza sforzo nella tua coscienza. Se ti accorgi che la tua attenzione è stata catturata da un particolare rumore e magari hai iniziato a fantasticare, prendine atto e torna a uno stato di consapevolezza distaccata. La prima volta le distrazioni saranno frequenti, ma con l’esercizio dovrebbero diradarsi. L’importante è diventare coscienti del proprio coinvolgimento e sviluppare la capacità di distaccarsi. Una volta sperimentata la “meditazione sonora” a casa, provala in altri luoghi, per esempio al lavoro, in palestra, a scuola o in viaggio. Se ti muovi con i mezzi pubblici, mettila in pratica durante gli spostamenti. Inizialmente i rumori della città possono distrarti, ma con il tempo, il rapporto con i suoni che prima ti disturbavano muterà radicalmente.

Accettazione

Questo tipo di sintonizzazione è utile in ogni momento. È necessario un vero e proprio sforzo per concentrare la mente inesperta e vigile del principiante sugli stimoli sensoriali più comuni. Sottoposti a una serie infinita di sollecitazioni uditive, tendiamo a ridurre al minimo la consapevolezza dei suoni quotidiani, a meno che non siano particolari. Per riuscirci ricorriamo a vari trucchi, ignorando ciò che è normale per ridurre distrazione e nervosismo. Molti rumori vengono considerati incredibilmente fastidiosi (per esempio, i furgoni della nettezza urbana che passano alle 5.30 del mattino). Tuttavia, la cosa più difficile è accettarli con spirito di equanimità. Non significa non farci caso, quanto piuttosto non essere sopraffatti dalle reazioni che ci provocano.

Consapevolezza

Secondo alcuni studiosi buddhisti, con l’aumentare della saggezza siamo in grado di mantenere pace e serenità interiori indipendentemente dalle sensazioni esterne, compresi suoni sgradevoli. Invece di farci travolgere dall’energia negativa di un rumore, impariamo a lasciare scorrere queste vibrazioni senza che ci scalfiscano. Così sviluppiamo un puro ascolto di mente e cuore. Infondere consapevolezza e moderazione (yama) nelle nostre orecchie equivale a portare attenzione cosciente sul respiro, sull’equilibrio e sui muscoli mentre eseguiamo gli asana. Entrambe queste pratiche possono diventare strumenti per sviluppare consapevolezza e abbandono, qualità che favoriscono la salute.

pilates            pilates

L'efficacia dell'allenamento con il metodo PILATES è dovuta essenzialmente al coinvolgimento della mente chiamata a plasmare il corpo.
Il metodo Pilates aumenta la forza muscolare senza gonfiare eccessivamente il muscolo, creando un corpo più longilineo e tonificato, con gambe snelle e addome piatto.

E' un metodo rivoluzionario di condizionamento fisico e mentale che trasforma la percezione del corpo rendendo più fluidi i movimenti e più equilibrata la postura. Il metodo di J. Pilates, infatti, aumenta la flessibilità e l'agilità migliorando la capacità funzionale nello sport.
I programmi d'allenamento generalmente usati in palestra tendono a gonfiare le fasce muscolari, creando muscoli corti con maggiori possibilità di traumi. Il programma Pilates allunga e rinforza l'articolazione sviluppando muscoli più potenti ed elastici. Un fisico potente ma contemporaneamente flessibile sarà meno soggetto a traumi.
Il metodo Pilates sviluppa addominali forti perchè è stato elaborato sui principi che tendono a sviluppare una specie di cintura di sicurezza per proteggere la schiena. Non si rinforzano solo gli addominali ma si rinforzano anche i muscoli più profondi vicino alla colonna e intorno alla pelvi. Il risultato sarà un corpo più efficiente e forte.

In un allenamento tradizionale si tende ad allenare sempre le fasce muscolari più grandi trascurando i muscoli più piccoli. Il risultato e' un corpo squilibrato che aumenta la possibilità di traumi e aumenta le probabilità di soffrire di mal di schiena. Il metodo di pilates rinforza tutti  i muscoli del corpo. Nessun gruppo muscolare viene trascurato. Tutti i muscoli si sviluppano in maniera uniforme, modificando piacevolmente lo svolgimento sia delle attività quotidiane che delle attività sportive.
Il metodo di Pilates stimola la relazione fra corpo e mente concentrando l'attenzione sulla corretta respirazione, sull'allineamento della colonna e della pelvi. Con la concentrazione si ottiene la consapevolezza di ogni singolo movimento e di ogni singolo muscolo interessato, aumentando così il controllo dei movimenti. Nel metodo di pilates la qualità del movimento e più importante della quantità delle ripetizioni.
L'attenzione posta nella respirazione diventa essenziale in quanto aiuta ad eseguire ogni movimento con forza ed efficienza, riducendo stress associato ad una respirazione non corretta.

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