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NEWS : psicosomatica
Inviato da Studio Essere il 16/2/2017 18:00:00 (242 letture) News dello stesso autore

Fame nervosa

La fame nervosa non e' una reale necessità di cibo, ma un disturbo indotto da cause psicologiche quali l'ansia, la rabbia o la frustrazione. In un momento di malessere, sconforto o tristezza si cerca nel cibo quella soddisfazione che non si riesce a percepire nella vita. E' importante distinguere un disturbo temporaneo da una situazione correlata ad una problematica medica o psicologica, per la quale e' necessario rivolgersi ad uno specialista che possa trattarla nel modo piu' efficace. Un sintomo fisico molto spesso ha radici profonde, non sempre di natura unicamente meccanica: impariamo a cercare e a porre a noi stessi delle domande. Il corpo ci parla in ogni momento, ascoltiamolo con consapevole attenzione...

 



Come sostengono molti dietologi, la fame nervosa può essere causata da vari fattori, tra cui sensazioni particolari, emozioni, situazioni di vita quotidiana. Tra questi fattori scatenanti vi sono appunto percezioni come ansia, tristezza, senso di vuoto, rabbia, paura o noia. Di fronte a queste sensazioni, l'istinto del corpo è quello di "riempire", di andare a colmare un vuoto, una paura, una sensazione negativa attraverso una sensazione rassicurante come quella dello stomaco pieno. Un bilanciamento fisico ed emotivo che trova la sua spiegazione nelle prime fasi di vita del bambino, quando la madre offrendo il latte al bimbo che piange, anche se la fame non è il vero motivo del pianto, crea in lui confusione tra lo stato di fame e lo stato di richiesta di affetto o altro. Molte volte si tacita il piccolo attaccandolo al seno o mettendogli in bocca il biberon, quando invece egli ricerca una rassicurazione amorevole, una carezza, un suono di voce conosciuta e protettiva, un'attenzione gioiosa. Da adulto questo bambino puo' vedere risvegliata la stessa sensazione di abbandono o incomprensione e davanti ad un accadimento particolare attivare il comportamento imparato da piccolo, usando il cibo come surrogato dell'amore.

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Un invito fondamentale è quello di osservare sempre la propria vita con onestà chiedendosi se un disturbo nell'alimentazione non sia lo specchio di qualcosa che non va, dentro o fuori di voi. In questo modo quello che potrebbe sembrare solo un fastidio, diviene un'occasione per valutare la propria vita e, eventualmente, apportare in essa i dovuti cambiamenti per migliorarla.

In generale si puo' ricorrere a tecniche di ausilio per il nostro benessere psicofisico, come lo Yoga e le pratiche corporee che si basano sulla respirazione consapevole (Feldenkreis, Mezier, Souchard, Zilgrei, Pilates...). Interessanti sono anche le tecniche energetiche come la craniosacrale, che promuovono il riequilibrio delle frequenze generate dalla fisiologica attivita' dell'organismo. In particolare si va a lavorare sul plesso solare e sul diaframma respiratorio, aiutando beneficamente tutto l'apparato digerente deputato proprio all'elaborazione degli alimenti che si ingeriscono e dal punto di vista psichico alle emozioni che si vivono.

Con i Fiori di Bach e’ possibile entrare in risonanza con le nostre emozioni e riequilibrarle. In particolare

 

- VERVAIN e IMPATIENS sono ideali per i mangiatori impazienti e x chi scarica lo stress "triturando" spuntini continui.

 

- ELM e OAK sono ideali per chi esagera a tavola perché si sente oppresso da troppe responsabilità e stramangia per "dimenticare".

 

- CHICORY e HEATHER si usano contro le abbuffate che "tamponano" carenze affettive.

 

- AGRIMONY e CHERRYPLUM servono per combattere l'ansia che scatena la fame nervosa e rende dipendenti dal cibo.

 

 

 

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