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NEWS : le pietre per la nostra armonia interiore
Inviato da Studio Essere il 10/5/2013 9:00:00 (986 letture)

AMETISTA

ametista

Il nome di questa pietra deriva dal greco 'amethystos' che significa 'non ebro', essa si utilizzava nelle feste dedicate a Bacco per il suo potere di mantenere sobrio chi la teneva con sé. Il suo raggio violetto emette una vibrazione speciale capace di potenziare la nostra coscienza superiore, producendo la spiritualizzazione della mente e stati alterati di coscienza. L'Ametista apre le porte verso la comprensione profonda dell'Universo ed è utile nella pratica della meditazione.

Nella tradizione orientale l'Ametista è la pietra del 6° chakra o Ajna, frontale, meglio conosciuto come 'Terzo Occhio'. Questo chakra è l'abitazione dell'anima che una volta 'aperto' amplia la visione delle realtà superiori dell'Universo.

L'Ametista è una pietra lunare (yin) sotto l'influsso della luna questa pietra sacra risveglia in noi l'aspetto femminile dell'Universo, ciò significa risvegliare le facoltà extrapercettive latenti: intuizione superiore, sogni ispirati, premonizione, sesto senso, comprensione, visione astrale. Essa ci conduce verso le emozioni più elevate, la sensibilità spirituale e il piacere.

L'Ametista insegna l'umiltà, mostrandoci l'infinito che ci circonda ci mostra anche quanto è ridicolo l'ego. Inoltre ci consola nelle sofferenze, mostrandoci come superare le difficoltà che ci affliggono.

L'Ametista è la porta per la nostra suprema realizzazione interiore, è la pietra per ritrovare il nostro vero Sé. Ci offre pace interiore, allontana l'egocentrismo, facilitando la nostra crescita spirituale e ci insegna che tutto è sacro nell'Universo. Crea armonia, entrando in contatto con noi, armonizza i sette chakra. Elimina le inquietudini, stimola la fiducia nelle nostre capacità spirituali e nella nostra autostima. Disperde lo scetticismo, la freddezza, l'indifferenza. Risveglia la pazienza, crea una fede profonda e ci fa acquisire un carattere molto più sereno e fiducioso.

 

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NEWS : NUTRIZIONE ARMONICA
Inviato da Studio Essere il 4/2/2013 13:10:00 (2106 letture)

 

ALIMENTAZIONE  NELLA MEDICINA ORIENTALE

Medicina Tradizionale Cinese

Il grado di appetito e la quantità di cibo ingerito dalla persona permettono di determinare il funzionamento della milza e dello stomaco.
Inappetenza cronica indica vuoto di milza e stomaco. Inappetenza con gonfiore addominale e patina linguale spessa e grassa, indicano stasi di Qi (energia) di milza e stomaco causata da ritenzione di
cibi o accumulo di umidità.

mtctao

Iperfagia e fame subito dopo avere mangiato indicano fuoco dello stomaco.
L'assenza o la presenza di sete riflettono lo stato di abbondanza o di scarsità, o il tipo di distribuzione dei jinye (liquidi linfatici).
La sete, specialmente il desiderio di bevande fresche, indica calore.
Un sapore amaro in bocca indica calore e fuoco del fegato e della vescica biliare.
Sapore dolciastro e grasso in bocca indica umidità calore nella milza e nello stomaco.
Rigurgiti fetidi o sapore acido in bocca indicano accumulo di calore nel fegato e nello stomaco.
Sapore insipido indica vuoto della milza.

Questi squilibri energetici si possono bilanciare agendo sui meridiani corrispondenti sia attraverso le tecniche manuali (shiatsu, agopuntura, moxa) che attraverso l'uso di rimedi naturali specifici (fitoterapia, omeopatia, floriterapia) che favoriscono il fluire armonico dell'energia lungo i canali dei meridiani, influenzando positivamente le emozioni legate agli organi.

 

MEDICINA AYURVEDICA

Nell'approccio ayurvedico, i cibi vengono divisi in tre grosse categorie: i cibi sattvici (cereali, verdure e alcuni legumi) che favoriscono una mente chiara e luminosa, i cibi rajasici (caffè, tè, spezie, aglio, cipolla, cibi piccanti e amari) che inducono la  reattività e l'aggressività, i cibi tamasici (quelli conservati, in scatola, pesanti e grassi) che portano all'inerzia, condizione da cui è facile scivolare nella depressione.

cibiayurvedica


Per prevenire e combattere emozioni negative, come depressione, aggressività o indecisione, lo yoga consiglia di evitare tutto ciò che è greve, conservato e/o precotto. Infatti, siamo abituati a pensare che le emozioni dipendano dal nostro carattere (perciò siamo disposti a considerarci dei "tipi" aggressivi, paurosi o tristi). Ma, in realtà, molti disturbi emotivi sono dovuti proprio a un'alimentazione scorretta

I bambini incapaci di concentrarsi spesso devono il loro comportamento agli effetti dei conservanti contenuti nelle bibite e nelle merendine. Per quanto riguarda le donne, la "sindrome premestruale", con tutto il suo pesante carico di tristezza e suscettibilità, dipende sovente da un eccessivo uso di sale e da carenze di ferro. Mentre, vale per tutti, improvvisi abbattimenti psicologici con perdita di energia sono dovuti spesso a intolleranze alimentari non riconosciute.  

Un esempio veloce di "dieta" ayurvedica è quella che inizia, al mattino appena svegli. con il consumo di una tazza di tè verde o allo zenzero e continua con pranzo e cena a base di legumi (lenticchie, ceci, fagioli di soia, ecc.) e verdure grigliate. La nutrizione ayurvedica propone inoltre l'utilizzo di una serie numerosissima di spezie "curative".

 

L'UOMO COME ESSERE IN EQUILIBRIO NEL MACROCOSMO: linee guida per star bene nel corpo e nella mente 

 

ciboemente

Queste linee guida partono dalla considerazione che l'uomo  è un microcosmo facente parte del macrocosmo, dal rispetto per la natura e dall'importanza che ha la ricerca di equilibrio, ritmo e armonia in qualunque azione della propria vita. Il benessere dell'uomo non può che discendere da un comportamento conforme alle forze e all'ordine naturale.

In termini di salute, la chiave sta nell'equilibrare lo yin con lo yang, le due componenti che ogni essere possiede e cioè rispettare l'alternanza di lavoro e riposo, di sonno e veglia, di attività mentale e fisica. Per esemplificare, si è attivi durante il giorno, la primavera, la giovinezza; si riposa durante la notte, l'inverno, la vecchiaia. Questi elementi opposti ma congiunti sono fondamentali per la comprensione del nostro equilibrio vitale.

 

 

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NEWS : pensieri psicosomatici
Inviato da Studio Essere il 3/5/2012 13:40:00 (976 letture)

mandalafelicità

IL CORPO GRIDA... 
Quello Che La Bocca Tace... 
La malattia è un conflitto tra la personalità e l'anima.
Molte volte...
Il raffreddore "cola" quando il corpo non piange...
Il dolore di gola "tampona" quando non è possibile comunicare le afflizioni.
Lo stomaco "arde" quando le rabbie non riescono ad uscire.
Il diabete "invade" quando la solitudine duole.
Il corpo "ingrassa" quando l'insoddisfazione stringe.
Il mal di testa "deprime" quando i dubbi aumentano.
Il cuore "allenta" quando il senso della vita sembra finire.
Il petto "stringe" quando l'orgoglio schiavizza.
La pressione "sale" quando la paura imprigiona.
Le nevrosi "paralizza" quando il bambino interno tiranneggia.
La febbre "scalda" quando le difese sfruttano le frontiere dell'immunità.
Le ginocchia "dolgono" quando il tuo orgoglio non si piega.
Il cancro "ammazza" quando ti stanchi di vivere.
Ed i tuoi dolori silenziosi? Come parlano nel tuo corpo?
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino.
Mi sembra bello condividere questo messaggio: LA STRADA PER LA FELICITÀ NON È DRITTA.
Esistono curve chiamate Equivoci.
Esistono semafori chiamati Amici.
Luci di sicurezza chiamate Famiglia.
E tutto si compie se hai: una ruota di scorta chiamato Decisione.
Un potente motore chiamato Amore.
Una buona assicurazione chiamata Fede.
E abbondante carburante chiamato Pazienza...

(da Energy Healing)

NEWS : Medicina psicosomatica
Inviato da Studio Essere il 12/3/2012 17:50:00 (1396 letture)

Medicina Psicosomatica

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Sin dai tempi di Ippocrate alcuni medici erano convinti dell’esistenza di una relazione mente-corpo, ma l’avvento della psicoanalisi portò al pieno sviluppo questa idea e favorì l’emergere della Medicina Psicosomatica come movimento organizzato.

L’importanza degli eventi di vita nei confronti della salute ha sempre avuto un riconoscimento in medicina e venne teorizzata per la prima volta in psicologia da Breuer e Freud negli “Studi sull’isteria” (1892-95).

L’ottica psicosomatica interpreta la malattia come linguaggio del corpo e il sintomo come messaggio di un disagio della persona. Questo messaggio viene letto secondo la cronologia della storia personale nell’ambito familiare e ambientale, cogliendo l’analogia tra la funzione dell’organo colpito e la funzione psichica corrispondente ivi rappresentata simbolicamente. In parole più semplici: la mente non risolve un conflitto (perché l’individuo non riesce, perché non vuole, perché non può..) e demanda tale nodo da sciogliere al corpo, affinché lo compensi. Tuttavia il corpo si fa portatore del disagio fintanto che riesce a sopportarlo, dopodiché giunto ad un culmine, lancia segnali di aiuto (sviluppo del sintomo). Imparare a leggere il sintomo significa cercare di risolvere i propri conflitti e superarli ritrovando un giusto benessere.

 

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NEWS : medicina naturale
Inviato da Studio Essere il 20/2/2012 10:50:00 (1224 letture)

Attaccare o fuggire fanno parte dello scontro. Quello che non appartiene alla lotta è restare paralizzati dalla paura.

Paulo Coelho, Il Cammino di Santiago, 1987

 

Paura - Ansia - attacchi di panico

Si tende a confondere i termini paura, attacco di panico, ansia, angoscia; è essenziale chiarire e fare distinzione fra le diverse emozioni che a volte possono essere contemporanee.
L'ansia è un eccitamento fisiologico dell’organismo, più leggero della paura e costante. Provare ansia significa sentirsi continuamente all'erta, ingigantire il valore dei fatti, vivere le situazioni con una intensità emotiva assillante e discordante con la realtà, essere troppo vulnerabili per rispondere in modo opportuno agli stimoli e alle pressioni ambientali. Occorre poter sostenere un certo grado di ansietà interna per essere creativi o anche solo per sopravvivere nel mondo con una certa sicurezza, forza, autostima.
L’angoscia è uno stato doloroso dilagante e persistente; quest’emozione intensa di dolore e insicurezza insieme si insinua nell’animo quando tutto è vissuto come immutabile, triste e sembra impossibile progettare la propria vita.
La paura e il panico li si può distinguere solo dalla presenza o meno del pericolo reale.
Per comprendere un attacco di panico è indispensabile riallacciarsi alla paura, un’emozione che ci avverte quando siamo di fronte a pericoli reali, generando risposte adeguate a proteggerci e mantenerci in salute. La paura, pur provocando sensazioni spiacevoli è un alleato importante, una spinta a mobilitarci e seguire le reazioni difensive istintuali; queste reazioni sono decisioni prese rapidamente e intuitivamente dalla mente che, per essere appropriate alla natura del pericolo, possono risultare molto diverse fra loro. E’ importante non confondere questo sentimento primordiale forte e chiaro che fa parte dell’istinto di sopravvivenza con le innumerevoli paure infondate, fobie e fantasie catastrofiche in cui intrappoliamo noi stessi nella vita di tutti i giorni.

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Benvenuto nella Natura

 "L'Omeopatia è il metodo terapeutico più avanzato e raffinato che consente di trattare il paziente in modo economico e non violento".
 (Mahatma Gandhi)

La Medicina Omeopatica si avvale di strumenti terapeutici naturali e non invasivi (il medicinale omeopatico diluito e dinamizzato) per guarire il malato non solo dalla patologia acuta e/o cronica, ma per restituire, allo stesso, quello stato di benessere ed equilibrio psicofisico necessario per una crescita sana e costruttiva del proprio essere.
L’Omeopatia è la “Medicina dei simili”, basata sul principio ippocratico “Similia similibus curentur”.  Cura i sintomi di un paziente con sostanze (rimedi) che, se somministrate in dosi  infinitesimali ad un uomo sano, sviluppano  sintomi simili a quelli che si andranno a curare nella persona malata.
La capacità di provocare sintomi  patologici artificiali e reversibili nell’uomo sano e  di curare gli stessi sintomi nel malato utilizzando  sostanze opportunamente diluite e dinamizzate è stata intuita dal Dr. Cristiano Federico Samuele Hahnemann (nato a  Meissen l’11/04/1755 e morto a Parigi il 02/07/1843), che ha codificato i principi del metodo e curato le stesure delle prime sperimentazioni.

Foto random

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